Scopo di questo approfondimento è quello di far capire perché il complesso di S.Maria di Castello (foto1) si sia preservato 'intatto' nel tempo così come oggi si presenta, nonostante i molteplici affronti subiti negli ultimi due secoli: siano essi le trasformazioni d'uso del monastero (caserma, magazzino d'artiglieria, collegio, scuola ed infine ostello) o i restauri e gli scavi della chiesa, che a suo tempo ne avevano anche minato la stabilità. Il motivo della sua fortunata resistenza è il completo oblio cui il tempo l'ha destinata fino agli anni '90 e le cui concause vanno ricercate molto indietro nei secoli.
Costruita nell' XI sec. sulla più antica chiesa pievana della corte di Rovereto # (databile intorno al VI sec. fig.1) l'impianto di S.Maria #, detta poi di Castello, costituisce il nucleo centrale e fondativo dell'antico borgo di Rovereto, che vedeva affiancato alla chiesa un castello a due torri di proprietà (dal 712 d.C.) del monastero di S.Pietro in Ciel d'Oro di Pavia #. L'edificio conventuale costruito dai frati Mortariensi # sul sedime del Castello (tra il XIII e il XVI sec.) doveva essere fortificato; il suo lato nord (attualmente quello che si affaccia su via S.Ubaldo) ha conservato la caratteristica massa muraria che doveva essere 'altissima' e che coincideva con il tracciato delle mura primigenie #. Per immaginare come questo lato potesse apparire è bene ricordare che "...sul finire del X sec. i villaggi si circondavano spesso di palizzate (che), a volte, le stesse pareti delle case periferiche si schieravano scudi compatti verso la campagna..." # e che, poco più sotto, a breve distanza, scorreva il Tanaro che piegava, in quel punto verso nord-est, alla confluenza con il Bormida. Così come "...i grandi monasteri del X secolo, e parte di quello successivo che sono di origine feudale, rispondono soprattutto alle esigenze politico economico militari delle familgie marchionali, comitali ed anche di rango minore, per il controllo dei punti nodali della viabilità, per la tutela di un ampio territorio (nel l o c i, nelle c u r t e s, nei c a s t r a, nelle v i l l a e nei borghi) o per la costruzione di nuovi centri di insediamento..." # anche il Monastero di Santa Maria di Castello, verso il Mille, doveva aver coagulato intorno a sé un agglomerato di case la cui popolazione trovava, nelle attività collaterali e da esso indotte, fonte di sostentamento.

Il luogo per l'insediamento del Monastero era stato scelto con cura presso la curtis poco lontano dal guado sul Tanaro tra la via Fulvia (verso Asti lungo la valle del Tanaro), la via Postumia (collegamento tra Tortona e Genova) e le vie Julia Augusta ed Aemilia (che da Piacenza - Tortona conducevano ad Acqui e al mare a Vado).

Si trattava di un villaggio arroccato su una modesta altura (ancora oggi la quota del chiostro è posta circa cinque metri sopra via S.Ubaldo, a nord, e p.zza della Libertà, a sud, e una decina sopra la riva destra del fiume), stretto nella confluenza tra due alberi Rovereto costituiva un vero baluardo a protezione del più antico Bergoglio (situato a ovest sulla riva sinistra del Tanaro, odierna Cittadella) nonché della limitrofa pianura (Palea) aperta verso gli insediamenti di Marengo, a est, e Gamondio,a sud. Si sa che lo spazio dirimpetto all'entrata alla chiesa # era, nel XII sec. un cimitero che è stato distrutto, in seguito alla costruzione del monastero, per far posto agli edifici costituenti un ricovero per pellegrini, stalla e magazzino (ora demoliti per far posto a nuova costruzione). Tutto ciò è testimonianza di come "...il senso di appartenenza civica, radicato nella presenza fisica delle case dei vivi accanto alle ossa dei morti, si materializzasse proprio in quelle chiese che li progettevano entrambe..." # e forse spiega come mai proprio Rovereto è stato il borgo che ha promosso la fondazione di Alessandria "...l'area nella quale fu costruita la nuova città insisteva sulla c u r t i s di Rovereto con il suo c a s t r u m, comprendendosi in esso le terre, probabilmente allo stato brado della P a l e a ..." #

Trasformazioni urbane