Trasformazioni urbane



Mappa contemporanea
Alexandria, dal Codice parigino del Caffaro



Così, il castrum romano, conosciuto come Bergolium (dal vocabolo longobardo "berc" = difesa ) fu possibile avamposto di Tortona (Derthona) a guardia del guado sul Tanaro lungo la Via Fulvia, e, diventato oppidum, si trovò situato, intorno al Mille, di là dal fiume rispetto alla curtis regia di Rovereto, in una giustapposizione geografica così come oggi può essere quella di Bergamasco – con uguale radice etimologica – e Carentino. I due centri "..uniti da un ponte di legno, ma soprattutto da un'identità di interessi e di apprensioni.." (C.Zarri, ibidem) contro la minaccia del Barbarossa, avrebbero potuto dare origine, prima del 1168 (anno del primo documento dove si parla di Alessandria e della sua adesione alla Lega Lombarda) alla fondazione della Civitas Nova, divenuta Alessandria in onore di Papa Alessandro III, unendosi ai villaggi di Gamondio e Marengo. Infine, la costruzione del Duomo, iniziato nel 1170 "..su un terreno di tre iugeri regolarmente acquistato dai Marchesi del Bosco, posto nel punto in cui si incontrano le tre contrade di Rovereto, Marengo e Gamondio.." (L.Lorenzini, M.Necchi Alessandria storia e immagini AL, Il Quadrante, 1982) e terminata quasi un secolo dopo, avrebbe dato il rango di Città ad un agglomerato di case con l'insediamento del Vescovo quasi come una manifesto di pietra a "..simboleggiare il patto originario di fondazione.." (M.Mantelli, E.Testa Alessandria, l'urbanistica della felicità, AL, Istituto Gramsci, 1989).
"…Le origini di Alessandria e le forze che hanno concorso alla formazione della città non sono affatto chiare e, forse, non lo saranno mai. La tradizione, basandosi sull'autorità del Machiavelli e del Muratori, vuole la nascita di Alessandria come un'iniziativa della Lega Lombarda in funzione antimperiale…", ma."..studi moderni hanno spiegato la creazione del nuovo organismo urbano tenendo conto di altri fattori (concomitanti): l'impegno di Genova nel realizzare una base a difesa dei propri interessi commerciali oltre Apennino; lo spontaneo processo associativo delle popolazioni rurali…" di villaggi posizionati intorno ad uno dei principali guadi del Tanaro lungo la via Fulvia "..per liberarsi del giogo della grande feudalità aleramica.." e per difendersi contro la minaccia del Barbarossa; infine "..l'azione degli stessi Marchesi del Monferrato sensibili ai vantaggi fiscali che un centro in espansione poteva offrire.."…omissis…"..certo è che la nuova città trovò nella Lega e nel suo patrono Papa Alessandro III, degli alleati naturali, in un momento in cui la lotta dei Comuni …non consentiva né di stare a guardare, né di chiedere un impossibile riconoscimento ufficiale da parte di Federico Barbarossa…" (C.Zarri Alessandria da scoprire AL, Boccassi Editore, 1996).