Concentrati principalmente nell'area dei grandi giardini pubblici, i monumenti dedicati ai cittadini illustri di Alessandria costituiscono un insime interssante, tipico dell'ottocento e della prima metà del novecento, anche se non mancano esempi posteriori. Spicca, fra essi, il grande monumento dedicato ai caduti e posto scenograficamente in asse con la fontana e la stazione ferroviaria, ambedue realizzate, come il monumento, negli anni trenta del novecento.
Il gruppo equestre in bronzo, alto 5,6 metri, raffigura il reduce di ritorno dalla guerra. Nel basamento sono incisi i nomi degli 812 alessandrini caduti di tutte le guerre del XX secolo dalla prima alla seconda guerra mondiale. Opera dello scultore torinese Gaetano Orsoline, fu inaugurato nel 1937 e inserito in un'esedra appositamente progettata dall'ing. Venzano Guerci.
Il capitano Giuseppe Franzini, alessandrino di nascita, cadde ad Adua nel 1896, durante la spedizione d'Africa e gli venne conferita la medaglia d'argento al valor militare. Il monumento opera dello scultore torinese Luigi Belli, fu inaugurato nel 1913 e fuso nella seconda guerra mondiale. Di esso rimane solo il basamento.
L'opera innalzata nel 1855 nel cimitero, in memoria dell'avvocato alessandrino fucilato a seguito della sua partecipazione ai moti del 1821, fu trasportata nel 1870 in piazzetta della Lega e poi nell'attuale collocazione. L'iscrizione fu dettata dal prof. Ferdinando Bosio.
A Carlo Carrà nativo di Quargnento, fu dedicato nel 1967 il busto, opera dello scultore Giacomo Manzù.
L'alessandrino Luigi Testore, maggiore dei volontari garibaldini, cadde nel 1867 nello scontro di Monterotondo. Il busto opera dello scultore Brusaglino, fu inauguratonel 1893.
Il busto, opera dello scultore Brusaglio, è dedicato al capitano di vascello Emilio Faa di Bruno, nato ad Alessandria e caduto a Lissa nel 1866. Fu inaugurato nel 1893 per iniziativa della Società Operai Uniti.
Eretto in memoria del poeta e oratore democratico milanese, ucciso in duello a Roma nel 1899. L'originale busto in marmo, scolpito nel 1899 dallo scultore Cavallero, fu distrutto nel 1934 e sostituito con l'attuale, opera di Giovanni Rapetti.

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