Alessandria diventa nel settecento una provincia del Regno sabaudo. Per la città inizia un nuovo periodo storico, che si concluderà con il raggiungimento dell'unità nazionale. Vittorio Amedeo II inizia nei suoi confronti una politica che verrà seguita anche dai suoi successori, caratterizzata dalla marcata connotazione della funzione difensiva e militare. L'edificazione della Cittadella, piazzaforte costruita secondo i più aggiornati canoni dell'ingegneria militare per la difesa della città e del regno, comportò la distruzione dell'intero quartiere Bergoglio e il trasferimento, nel centro cittadino, delle sedi nobiliari ed ecclesiastiche.
In pochi decenni cambia completamente il volto della città. E' proprio in questo periodo che si definisce l'ossatura monumentale da cui la città trae la sua fisionomia attuale. Protagonista di questa stagione edilizia pubblica è l'architetto Giuseppe Caselli al quale vengono affidati dal Comune numerosi progetti, tra cui la costruzione dell'ospedale, delle carceri, dei pubblici macelli, dell'edificio della fiera e del palazzo civico con annesso teatro. A questo periodo risale la costruzione di alcune delle più belle dimore nobiliari alessandrine tra cui spiccano Palazzo Ghilini, Palazzo Cuttica e Palazzo Guasco.

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